Come scegliere il filo da pesca

Come scegliere il filo da pesca

Cari amici di Pescafiume,

Vogliamo condividere con voi qualche riflessione su come scegliere il filo da pesca, dato che avere un buon filo ha sempre un’importanza fondamentale nelle nostre uscite.

In commercio troviamo centinaia di proposte di fili diversi, e noi cercheremo di darvi qualche consiglio su come orientarvi nella scelta.

Premettiamo doverosamente che spesso nella pesca, tutto è relativo, e dipende da “cosa”, “come”, “quando” e “dove” si pesca.

Capita infatti di prendere cavedani in acqua limpida, ferma e bassa, a passata di dover usare uno 0.08 e un amino microscopico, ma sono gli stessi cavedani che, a spinning, si fanno prendere con treccia diretta.

Così come è vero che alcune volte le trote se sono attive, magari con acqua velata, non si fanno certo problemi se si ha un filo più grande, oppure per chi insidia la carpa sa bene che a volte si fanno prendere regolarmente con treccia diretta come finale, mentre altre volte se non si pesca con un finale ridotto non si vede una beccata.

Ci sono comunque degli accorgimenti sempre utili che possono sicuramente aumentare le nostre beccate ed aggirare la diffidenza dei pesci, in primis quella per cui un filo più sottile garantisce maggiori possibilità di cattura, in quanto oltre a “vedersi meno”, permette soprattutto una presentazione più naturale dell’esca.

Vediamo di seguito le principali caratteristiche dei fili da pesca, le diverse tipologie in commercio ed alcuni consigli ed approfondimenti.

Caratteristiche generali dei fili da pesca

Innanzitutto quando pensiamo a quale filo sia quello giusto dobbiamo pensare al suo utilizzo, distinguendo come prima cosa se deve essere impiegato per imbobinare il mulinello o per la costruzione di terminali.

Occorre poi considerare quali pesci vogliamo insidiare, la tecnica che utilizzeremo e l’ambiente di pesca, con particolare attenzione alle condizioni dell’acqua.

Una volta chiaro questo quadro andiamo a valutare le caratteristiche che meglio si adattano alla nostra pesca.

Colore

E’ sempre consigliabile utilizzare un filo che abbia un colore simile alle acque in cui si dovrà pescare; qualora si dovesse avere l’esigenza di comprare un solo prodotto da utilizzare in più ambienti, la scelta ricadrà rigorosamente sul colore neutro. Alcuni tipi di pesca, come il surfcasting, impongono un filo di colori accesi per ottenere una corretta visibilità anche di notte.

Diametro

I diametri vanno sempre controllati, evitando di fidarsi ciecamente delle indicazioni fornite dalle ditte. Un diametro maggiore comporterà una maggiore galleggiabilità del filo, e di conseguenza, una più lenta discesa in acqua delle nostre esche. Un filo sottile sarà meno percepito dai predatori e il movimento delle esche, soprattutto per quelle naturali, sarà più disinvolto.

Morbidezza

Un filo morbido non creerà parrucche durante i lanci e consentirà errori ai pescatori poco esperti.

Elasticità

L’elasticità è un fattore fondamentale. Un filo troppo elastico non permette di percepire nè le toccate più lievi dei pesci, nè il movimento delle esche artificiali. Non sarà possibile ferrare il pesce con decisione perchè il filo diventerà una sorta di ammortizzatore.

Un filo troppo rigido, utile a percepire ogni singola vibrazione delle nostre insidie, comporta tuttavia il rischio di parrucche, specialmente utilizzando esche leggere e non perdona nei lanci sbagliati. Nei combattimenti con prede di grandi dimensioni, un filo eccessivamente elastico non ci permetterà un corretto recupero della preda, mentre un prodotto troppo rigido aumenterà la probabilità di slamare le prede durante recuperi errati: è sconsigliatissimo per i principianti.

Tenuta al nodo

Il peggior trauma che possiamo creare sulla lenza è il nodo, che se non effettuati correttamente, possono intaccare i fili meno resistenti all’abrasione.

Affondabilità

Questa caratteristica è spesso associata al diametro del filo. Diametri sottili aiuteranno a perforare in maniera ottimale lo strato d’acqua ed a raggiungere il fondo velocemente. In commercio è possibile trovare fili affondanti, utili sia per la pesca con forte vento (si pescherà con il cimino della canna immerso in acqua, in modo da eliminare l’interferenza della brezza), sia per la traina in mare con il dacron piombato(che rende possibile calcolare l’esatta pofondità dell’esca).

Le diverse tipologie di filo in commercio

Vediamo anche quali sono le principali tipologie, in modo da scegliere in base alle loro caratteristiche tecniche, considerando vantaggi e svantaggi di ognuno di loro:

  • Nylon
  • Trecciato
  • Fluorocarbon
  • Fluoro Coated

Nylon

E’ il filo “tradizionale”, e sua caratteristica principale è l’elevata elasticità.

Per chi è alle prime armi il nylon risulta la soluzione migliore in termini di qualità/prezzo, ma in generale tutti i pescatori, compresi quelli agonisti, almeno in una parte delle loro montature ricorrono all’impiego del nylon, a partire dalla lenza madre.

Aspetti positivi
  • Può essere utilizzato con buoni risultati nella maggior parte delle situazioni di pesca.
  • L’elevata elasticità rende questo tipo di filo l’ideale per stare in bobina e ridurre in modo apprezzabile il rischio di tragiche parrucche al mulinello.
  • dato che può essere utilizzato con buoni risultati nella maggior parte delle situazioni di pesca.
Apetti negativi
  • Dall’altro lato è bene tener presente che l’elevata elasticià ha  la controindicazione di trasferire meno vibrazioni alla canna ed al pescatore, e questa peculiarità rende il filo da pesca in Nylon poco adatto a tutte le situazioni che richiedono maggiore sensibilità.

Trecciato

La caratteristica principale di questi fili è la resistenza e l’elasticità praticamente nulla.

Il trecciato che, come lascia chiaramente intendere il nome, è composto da una treccia di fili il cui numero può variare da tipo a tipo. Maggiore sarà il numero di fili che lo compongono e maggiore sarà la sua resistenza.

Aspetti positivi
  • A parità di diametro possiede un carico di rottura assai più elevato rispetto agli altri fili, e questo permette di ricorrere a diametri sottili senza il timore di avere rotture e allo stesso tempo di lanciare molto più lontano. In commercio si trovano trecciati appositi da mulinelli in misure sottilissime che partono addirittura da uno 0,07 millimetri.
  • Il diametro ridotto consente di lanciare molto più lontano, e se siamo a pesca a spinning questo è molto importante. Infatti l’utilizzo del multifibre al fiume nello spinning, oggi è impiegato alla pari se non in maniera superiore al nylon.
Aspetti negativi
  • Questi fili non hanno assolutamente memoria meccanica e quindi zero elasticità, che non permette errori nella gestione della preda
  • la resistenza all’abrasione è praticamente nulla. In diversi per ovviare a questo problema negli ultimi 40 cm che precedono l’artificiale l’uso di uno spezzone di filo in altro materiale (nylon o fluorocarbon), in modo tale da salvare il nostro artificiale qualora fossimo in presenza di un fondale in cui gli incagli sono molto probabili.
  • Un altro punto debole del trecciato è la sua elevata visibilità in acqua, ed anche per questo aspetto, indipendentemente dalla tecnica utilizzata. Comunque per ovviare al problema ed evitare di essere visibili in acqua si consiglia l’uso di terminali più o meno lunghi.
  • difficoltà per i neofiti nell’eseguire nodi, soprattutto con i diametri più importanti;

Fluorcarbon

La sua caratteristica principale, che lo fa preferire agli altri fili, specialmente per i terminali, è la sua invisibilità.

Il fluorocarbon invece, oggi è probabilmente il filo per terminale più utilizzato sia nella pesca in acqua dolce

Aspetti positivi
  • Invisibilità garantita e la minor rifrazione in acqua rispetto al nylon è il suo punto forte
  • Maggiore resistenza all’abrasione rispetto al nylon, che garantisce una minore possibilità di rotture dovute ad usura e dai segni dei denti dei pesci….quindi da preferire soprattutto in ambienti di pesca ostili
  • Maggiore resistenza rispetto nylon e trecciati
Aspetti negativi
  • E’ caratterizzato da una rigidità imporante, il che se da un lato garantisce una migliore ferrata, dall’altro ha come conseguenza quella di presentare l’esca in modo meno naturale, specie durante una lenta e inesorabile calata, al punto da non renderla proprio morbida come ci si aspetterebbe.
  • Il carico di rottura è minore rispetto alle altre tipologie.
  • Ha una bassa elasticità, ed un alta memoria meccanica. Negli ultimi anni molte ditte propongono anche fluorocarbon da imbobinare, ma date queste caratteristiche secondo noi sul mulinello rimane sempre una soluzione da evitare.

Come diametro noi consigliamo una misura inferiore dello 0,02/0,04 inferiore rispetto al monofilo madre, e se vediamo che non c’è movimento possiamo anche scendere su uno 0,10.

Fluoro Coated

Chiamato anche fluorine, si tratta di un nylon rivestito da uno strato di fluorocarbon, materiale di maggior pregio che conferisce trasparenza e alta rigidità, traducendosi in una bassa probabilità di ingarbugliamento.

E’ uno sviluppo tecnico del fluorocarbon ha portato alla costruzione di questo monofilo, con modelli misti con percentuali 50% nylon / 50% fluorocarbon oppure nylon con polimeri di rivestimento al fluoro, dipende dalle ditte di produzione (capita però che spesso queste non chiariscono la composizione esatta).

Aspetti positivi
  • E’ un compromesso che garantisce un’elasticità intermedia, né troppo duro o troppo morbido
  • Alta tenuta al nodo, paragonabile a quella di un nylon consolidato.
  • Basso indice di rifrazione
  • Maggiore rispetto ad un fluorocarbon puro.
Aspetti negativi
  • Né troppo, né poco….rischia di essere sempre una via di mezzo, un po’ come le gomme 4 stagioni, va sempre bene, ma non performa mai al massimo.

Consigli tecnici ed approfondimenti

Vorremmo infine condividere con voi alcuni approfondimenti, in particolare quelli che pensiamo possano risolvere alcune delle tipiche domande che ci poniamo quando dobbiamo scegliere il filo da pesca.

Il colore

Il colore del nylon per realizzare i terminali è esclusivamente neutro, mentre per la lenza madre è a discrezione del pescatore. In generale si punta ad utilizzare colori accesi e ben visibili in modo tale da riuscire ad individuare più facilmente la direzione del filo e la posizione della nostra esca, soprattutto nella pesca al tocco. Alcuni (come me) preferiscono comunque rimanere su un colore neutrale, anche se ai fini della cattura sarà ininfluente scegliere un colore rispetto ad un altro del filo in bobina perché la parte che dovremo rendere invisibile all’occhio del pesce sarà il terminale.

Noi sinceramente (oltre al fanatismo) lo preferiamo neutro anche per una motivazione tecnica, in quanto il colore ha ha un’incidenza sulla resistenza. Basta confrontare le variazioni di resistenza con bobine di diversi colori per rendersene conto. I pigmenti utilizzati per la colorazione dei nylon diminuiscono la resistenza lineare. Un nylon puro di colore crystal (trasparente) non avrà questo problema. Un filo nero, celeste o verde chiaro subirà una perdita di resistenza.

 I pigmenti fluo e rosso sono aggressivi e fanno perdere resistenza lineare anche al nylon migliore.

La resistenza ed il carico di rottura

Molti si pongono domande sulla resistenza (kg) indicata sulla bobina. 8kg? 10kg? 15kg? Le cifre variano da una bobina all’altra e giustamente il cliente vuole sapere se può fidarsi del numero indicato sulla bobina.

 A tal proposito, l’EFTTA (European Fishing Tackle Trade Association) ha stabilito delle rigorose norme per offrire maggiore trasparenza ai pescatori. I fili sono testati da un laboratorio esterno per assicurarsi che gli standard siano scrupolosamente rispettati.

Focus sulla pesca a spinning

La pesca a spinning (clicca qui per la sezione dedicata) ha come caratteristica i frequenti lanci, e di conseguenza il filo riveste un’importanza cruciale in quanto è sempre sotto stress.

In bobina possiamo arrivare anche ad uno 0,20, ma la misura secondo noi ottimale è uno 0,16, perfetto per mulinelli fino al 3000, in quanto è una misura che assicura una buona distanza di lancio ed un carico di rottura valido.

Possiamo andare con un filo più ridotto riduciamo se peschiamo in ambienti “puliti” dove non è necessario forzare il pesce a tutti i costi, mentre possiamo eccedere con uno 0,18 o massimo uno 0,20 se non abbiamo bisogno di ampiezza di lancio oppure in presenza di acqua velata o se siamo in pesca alla ricerca del pesce di taglia (magari in zone trofeo).

Come avere i nostri fili sempre al top

Un filo in pesca viene stressato di continuo. Lo sfregamento sugli anelli, il continuo accavallarsi delle spire nel mulinello, la trazione, ecc, sono tutti agenti di usura. Per tale motivo un monofilo imbobinato non dura in eterno e quindi deve essere sostituito abbastanza frequentemente.

Per questo vi consigliamo quando dovete acquistare un nuovo filo di valutare anche la possibilità di prendere bobine di metraggio anche superiore ai soliti 150-200 metri, che garantiscono un singolo imbobinamento, magari da 500 o 1000 metri, economicamente più costoso all’inizio, ma più economico nel computo finale e con la possibilità di avere sempre a disposizione la possibilità di ricambrio è sicuramente vantaggioso rispetto ad esempio da 100 metri o 200. La nostra scelta ricadrà su un filo in nylon, che abbia una elasticità ridotta, una buona tenuta al nodo ed un diametro il più reale possibile.

Una giusta manutenzione al monofilo o filo deve poi essere obbligatoria, l’uso di prodotti siliconici spray sono consigliati per tutte le tecniche di pesca. Basta spruzzare il silicone direttamente sul monofilo della bobina per creare quella patina che garantisce una maggiore scorrevolezza nelle fasi di lancio.

Di solito i mulinelli hanno 2 bobine, quindi il consiglio, è quello di avere sempre dietro una seconda bobina che ci garantisce una seconda scelta di filo da poter cambiare al volo se necessario. Noi di solito portiamo una seconda bobina con un filo più piccolo, da montare nel caso di mancanza di beccate. Sinceramente anche perchè all’inizio puntiamo sempre al big, sia perchè noi sposiamo la teoria che dice….”a calare si fa sempre in tempo”.

Affinché il nylon «invecchi» correttamente bisogna prendere alcune precauzioni. Innanzitutto, avvolgere il nylon nel senso giusto di rotazione sulla bobina del mulinello (lo stesso senso della bobina di nylon)

Soprattutto se osiamo con terminali di diametro inferiore, noi consigliamo un controllo del filo vicino all’amo sicuramente dopo ogni cattura, ma anche di farlo ogni tanto anche su quello in bobina quando recuperiamo a vista e magari facendolo scorrere tra le nostre dita, dato che si possono presentare piccoli tagli, piccole abrasioni (causate magari dal cucchiano o dal rotante attorcigliatosi durante il lancio), che però minano l’integrità del terminale e possono costituire la causa principale di rottura.

Speriamo di esservi stati utili nella vostra decisione sul “come scegliere il filo da pesca”!

Il team Pescafiume

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